Il Prosecco e la sua espansione territoriale | Sicurezza Alimentare | Enologia

Notizia di Poche ore fa: Il prosecco guadagna nuovi terreni
Il Prosecco è attualmente il più famoso vino Italiano. E’ un fenomeno unico che anno dopo anno fa NUMERI sempre più da RECORD.
Basti pensare che oramai è conosciuto in tutto il mondo come una bevanda a sé, non solo come una varietà di vino: nel mondo si dice “bevo Prosecco” proprio come di dice “bevo coca-cola” o “bevo succo di frutta”.
Come numeri siamo ben oltre i 300 milioni di bottiglie prodotte, le quali sono esportate praticamente tutti i paesi. Questo lo ha portato ad essere per la prima volta nel 2013 (e continua ad esserlo anche oggi) lo spumante più bevuto al mondo, più diffuso addirittura del famoso Champagne Francese.
Il territorio coltivato a Prosecco (o Glera, così si chiama la varietà di uva bianca che lo origina) è molto ampio, va dall’estremo Friuli Venezia Giulia fino al Veneto.
Ad oggi, vengono già coltivati 978 ettari in Veneto e 222 ettari in Friuli Venezia Giulia.
Ha però una zona d’eccellenza, dove non solo si produce Prosecco, ma lo si produce DOCG. Questa è all’interno dei confini di Conegliano, Valdobbiadene e di Asolo: è qui che la glera ha trovato la sua miniera d’oro.
Dentro quest’area, poi, troviamo alcune sotto sezioni particolarmente significative:dalla famosa collina di Cartizze fino ad alcune delle Rive che hanno reso grande la denominazione.
Oggi le due tipologie che rappresentano il grosso della produzione sono il Brut e l’Extra Dry. Il primo è più secco, è perfetto anche da solo e si presta particolarmente bene come aperitivo. Il secondo è invece più morbido e non è inusuale pensare di utilizzarlo a tutto pasto grazie alla sua naturale vocazione gastronomica.
Dopo questa piccola “scheda tecnico-storica”sul Prosecco e la sua patria torniamo ai fatti delle ultime ore:
Sarà pubblicato sul Bollettino Ufficiale della regione proprio Oggi. E’ stato concordato l’ampliamento delle aree coltivabili a Glera: si arriverà a 24.450 ettari nel 2019.
Leggo su Ansa.it le parole dell’assessore all’agricoltura del Veneto :”Abbiamo accolto la domanda del Consorzio sposandone la politica di aumento controllato, con l’attenzione a favorire in particolare le micro imprese e la permanenza dei giovani in agricoltura. I criteri di punteggio nel bando per l’assegnazione delle superfici incrementali avvantaggeranno chi non ha grandi superfici sulle quali espandere i vigneti glera e cerca di farli certificare come Doc. In questo modo consentiremo ai giovani viticoltori e alle imprese che stanno ancora crescendo di rafforzarsi sul mercato, senza mettere a rischio i delicati equilibri di mercato che regolano l’economia della produzione Doc del vino più conosciuto e venduto al mondo”.
Potranno far richiesta di assegnazione di nuovi appezzamenti, nella misura di massimo 3 ettari per azienda quelle aziende che abbiano già impiantato o sovrainnestato la Glera nell’area DOC con le seguenti caratteristiche:
- Le aziende agricole neonate (esistenti da meno di due anni).
- le aziende costituite da giovani imprenditori (under 40).
Verrà poi riconosciuta priorità a:
- Aziende BIOLOGICHE
- Aziende che aderiscono al sistema di QUALITA’ NAZIONALE DI PRODUZIONE INTEGRATA.
- Aziende che mantengono accanto ai vigneti ALBERATURE o SIEPI in una misura pari o superiore al 5% della superficie oggetto di ampliamento.
